Sulle orme di Peter Coniglio

Mercoledì 26 settembre 2018

Stamattina il saluto ce lo dà una finissima tipica pioggia inglese che vediamo oltre le tende e i vetri della finestra appannata.

Ci alziamo con calma, pronte ma non troppo ad assaporare questa prima giornata inglese. E un po’ assonnate ci incamminiamo verso Ambleside, ancora immersa nella nebbia mattutina interrotta dalle luci dei semafori e dalle insegne dei negozi.

Dopo un’accurata, lentissima ricerca e furtive occhiate all’interno dei bar, per colazione optiamo per un grazioso bar con tavoli in legno, vetrine con esposti i dolci più disparati e bevande a base di latte e caffè a non finire. Sono quasi le 11… partiremo mai? Ebbene sì, dopo un dolcissimo caramel macchiato, una schiuma di latte tanto zuccherata da sembrare burrobirra, e un muffin ai lamponi, decidiamo di partire.

Destinazione: la galleria e la casa della nostra adorata Beatrix Potter.

E così partiamo alla volta del paese di Hawkshead. Non vediamo l’ora, siamo cresciute leggendo le storie di Peter Coniglio e compagnia. Sarà emozionante vedere gli orti e le colline, i laghetti e i campi in cui correvano i fantastici animali nati dalla mente della scrittrice!

Comincia la nostra lunga passeggiata di 10 chilometri, tra boschi, colline, alberi non ancora pronti a tingersi d’autunno e foglie già invece trepidanti all’idea di staccarsi dai rami e volteggiare nell’aria. E a farci compagnia pecore, pecore, e ancora pecore!

Il paese di Hawkshead da subito ci accoglie con le sue viette acciottolate e le sue case bianche. Ai balconi e agli angoli delle strade sono appesi cesti e vasi di fiori che dipingono di colori la grigia giornata.

Ed ecco che arriviamo alla Beatrix Potter’s Gallery: una casetta dal soffitto basso e i corridoi stretti che ospita anche una mostra. Le stanze che più ci colpiscono sono al piano superiore dove in un angolo nascosto, tra tappeti e cuscini, ci si può sedere rannicchiati e perdersi tra le pagine dei libri della scrittrice, oppure, in una camera più grande, aprire dei cassetti per imbucare una cartolina sulla quale si è scritto qualcosa della propria vita.

Le nuvole in cielo sembrano diradarsi un po’, e chi siano noi per non approffittarne? In marcia verso il cottage di Beatrix Potter. Scarpe e scarponi saranno i nostri fedeli compagni per altri 3 chilometri.

Sfinite, finalmente giungiamo a Hill Top. E subito veniamo ricompensate della fatica e del dolore causato dagli scarponi troppo stretti. Attraversiamo il giardino e l’orto dell’illustratrice inglese che, tra fiori e verdure, ci conduce alla porta d’ingresso del Cottage.

Tra vasi, cespugli e foglie di lattuga, aguzzando la vista con sguardo curioso, si possono scorgere dettagli e tracce delle passioni di Miss Potter: acquerelli, pennelli, cavalletti…

Torniamo a Hawkshead con un piccolo bus che aspettiamo sedute di fronte ad una fermata… speciale. Peter fatti vedere!

Una volta scese dal bus, in attesa del successivo che ci riporti in ostello, decido di fare un giro da sola e arrampicare sulla breve salita acciottolata che porta alla chiesa e al retrostante cimitero.

Mentre sono intenta a zoomare sui tetti delle case, il prete conosciuto pochi minuti prima durante la visita della chiesa, mi rincorre fuori.

“Scusa! Sto tentando di risolvere un cruciverba e mi servirebbe il tuo aiuto visto che sei italiana!”

“Prego, mi dica pure!” rispondo io piuttosto divertita.

“Mi chiede quale sia la regione con capoluogo Napoli. Qual è lo spelling di Campania?”

“C-A-M-P-A-N-I-A”

Entusiasta e finalmente con il cuore in pace, dopo avermi ringraziato a lungo, è tornato a pulire le panchine della chiesa e le teche appese alle pareti. E io posso tornare a guardare le cime fumanti delle case di campagna.

Raggiungo le ragazze alla fermata e noto come la pensilina di trovi esattamente abbracciata da un alberto vestito d’autunno. Non posso non scattare una fotografia e cogliere una foglia matura, da tenere preziosamente nella mia moleskine rossa ancora da inaugurare.


Una risposta a "Sulle orme di Peter Coniglio"

  1. Il confine tra realtà e sentimento che traspare dalla tua scrittura, regala un’emozione duratura, che lascia una traccia nel cuore. Sembra quasi aver vissuto le stesse esperienze sulla propria pelle! Sei forte!

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