Sabato 29 settembre
Una ricca colazione a base di caffèlatte e biscotti e pronte per partire alla volta del National Museum of Scotland. Arrivate là, decidiamo di separarci e ritrovarci dopo un paio d’ore al piano terra. Saremo puntuali? Non scherziamo. Il tempo vola, curiosità e voglia di guardare, toccare, costruire, leggere, giocare e imparare è alle stelle.

Ecco le scoperte più curiose:
- Il mio peso equivale a quello di un giant anteater, un formichiere
- Sollevando delle finestrelle gioco sono incappata in quattro, e dico quattro!, fotografie di serpenti. Terrore
- Durante una gara di velocità sono arrivata seconda, dopo un black mamba e prima di un ippopotamo
- Come sarà mia figlia in base ai geni? Capelli castani, lentiggini, occhi verdi e lingua che si arriccia
- Ho acceso delle lampadine azionando una manovella
- Ho creato una colorata preghiera tibetana scegliendo lo stemma del dragone e l’ho appesa lungo un filo insieme a tante altre
- I tamburi della Nigeria, la canzone della mungitura delle mucche in Mongolia, le parole dolci di una preghiera in Sierra Leone mi hanno accompagnato in un viaggio musicale
- Ho fatto volare due mongolfiere
- Ho disastrosamente guidato un robot
- I miei pollici hanno suonato un pianoforte africano in legno. Stranissimo e suggestivo
- Ho composto una melodia con i suoni di un violino scozzese, un charango argentino e una conchiglia maori
- Ho inconsapevolmente inquinato virtualmente una povera cittadina di campagna
- Mi sono fulminata con un plasma a sfera
- Ho creato arcobaleni


Dopo diverse rampe di scale, la terrazza panoramica. Fuori il vento soffia impetuoso e profuma di freddo. La vista spazia a 360 gradi e i colori della pietra di abitazioni e palazzi risaltano sotto questo cielo plumbeo.




Dopo un pranzo al volo, riattraversiamo il centro in direzione del Greyfriars Kirkyard.

Forse la Rowling ha tratto ispirazione da questo luogo per inventare i cognomi di alcuni personaggi di Harry Potter. Di sicuro, il cimitero è un luogo molto suggestivo, autunnale, antico, romantico e misterioso. Nel frattempo, il cielo si è rischiarato e la luce bagna le foglie degli alberi già cadute, che si levano in volo turbinando.






E ora pronte a partire in direzione Royal Botanic Garden. Come da copione, sbagliamo tutte le strade possibili, incredibile. Ad un certo punto, pensando di non dover attraversare in ponte, camminiamo 4 km per attraversare il Dean Village, sulle sponde del fiume Leith, e, dopo tutti questi passi, ci troviamo esattamente dalla parte opposta del ponte. Incredibile.


Purtroppo il cielo si è coperto quasi completamente e, arrivate finalmente ai giardini, non ne siamo molto soddisfatte. I colori sono smorti e si gela. Ma vediamo comunque qualche scoiattolo e ne approfittiamo per sederci, dopo ore e ore di cammino, su una panchina di legno che guarda uno stagno con le ninfee.



È presto ora di rimettersi un marcia, si è fatto tardi e abbiamo ancora un appuntamento per la sera… Sulla già del ritorno, per scaldarci e riprenderci, ci fermiamo da Prêt à Manger, dove provo a bere un Pumpkin Spice Latte, autunnale e gradito.
Ultimissima tappa prima dell’appuntamento misterioso: il calco dorato delle mani di J. K. Rowling!

Il tempo di cambiarci in ostello e via, si parte per il Ghost tour della città! Due ore in cui vaghiamo per le vie e gli angoli più nascosti di Edimburgo, accompagnati da una ragazza che fa da guida. Un fenomeno, una vera attrice. Ci ha raccontato storie raccapriccianti e folkloristiche nate dall’immaginario, o forse no, degli scozzesi.
È l’ultima sera che Lisa passa con noi perché domani dovrà ripartire per il Lake District. Come salutarla? Pub, cidro lampone e mirtillo!